CANTO ALLA BRIGA, IL RITROVO DEI FIORENTINI LITIGIOSI

I fiorentini sono polemici e attaccabrighe. Che sia solo un luogo comune o che venga riconosciuta dagli interessati come un tratto del loro carattere, la litigiosità degli abitanti di Firenze è proverbiale. Doveva essere così già diversi secoli fa, come testimonia la targa posta all’angolo tra Via dell’Agnolo e Via de’ Pepi, che recita Canto alla Briga.

Il canto degli incontri e degli scontri

Nella Firenze medievale spesso le vie non avevano nome: si preferiva indicare gli incroci, che venivano chiamati canti, cioè “angoli”. I canti erano quindi i luoghi più visibili, dove spesso sorgevano le botteghe, le chiese, i conventi; i loro nomi derivavano dalle famiglie nobili che vi abitavano, dai particolari architettonici di un edificio, da una corporazione artigiana.

I canti erano per i fiorentini luoghi di incontro e, di conseguenza, spesso anche di scontro. Fu proprio questa la fama che si conquistò l’incrocio tra Via dell’Agnolo e Via de’ Pepi, nel cuore del quartiere popolare di Santa Croce: era teatro di liti e diverbi con una tale frequenza, che gli abitanti lo chiamarono “Canto alla Briga”, cioè il luogo dove si “attaccava briga”, ovvero si litigava.

Attaccabrighe e pacieri

A calmare gli animi irascibili e a separare i litiganti che si affrontavano al Canto alla Briga intervenivano spesso i frati della Compagnia di San Michele della Pace, che vivevano poco distante, nell’oratorio all’angolo tra Via dei Pilastri e Via di Mezzo. Sia per il nome della confraternita, sia per la frequente attività di mediatori, il luogo dove abitavano i frati fu chiamato Canto alla Pace.

I luoghi:
Canto alla Briga, Via dell’Agnolo, angolo Via de’ Pepi
Canto alla Pace, Via dei Pilastri, angolo Piazza Sant’Ambrogio
Oratorio della Compagnia di San Michele della Pace, Piazza Sant’Ambrogio

La vivacità dei fiorentini che si incontravano al Canto alla Briga ha ispirato il nome di una delle nostre camere. Se ti piace, prenota!

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